Il blog della IIIA dell'Istituto comprensivo di Olgiate Comasco
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Compito 21 (16) pag. 581, n. 41 al solito modo
Responsabilità è un termine che ci mette di fronte ad un impegno grande che ognuno di noi si dovrebbe assumere.
L’autore vuole esprimere proprio l’importanza che può avere il nostro senso di responsabilità nei confronti degli altri, perché spesso, il loro destino dipende anche dal nostro comportamento. Più un paese è ricco più dovrebbe mettere le proprie tecnologie al servizio del progresso di tutti. Sappiamo benissimo che, non molto lontano da noi, milioni di persone rischiano di morire di fame, ma probabilmente, a volte è più facile ignorare alcune situazioni anziché affrontarle. Sono troppi gli interessi di tipo economico che guidano le scelte e le decisioni dei vari governi. E questo è solo uno degli aspetti negativi del nostro mondo moderno. E’ sempre più all’ordine del giorno il fatto che il nostro pianeta stia soffrendo, l’ecosistema è alterato, l’ambiente in cui viviamo è sempre più inquinato; tanti sono i campanelli d’allarme sul degrado ambientale. La nostra salute e soprattutto quella delle nuove generazioni è ad altissimo rischio. Loro di certo, non erediteranno la stessa terra che i nostri padri avevano lasciato a noi. L’emissione di gas tossici supera costantemente i livelli di guardia, provocando tutti gli effetti negativi e ad alto rischio ambientale che ben conosciamo.
Se vogliamo proteggere ciò che ancora di buono è rimasto, dobbiamo impegnarci a sfruttare le nostre tecnologie e le nostre ricchezze con il massimo rispetto della natura e dell’ambiente. Naturalmente è fondamentale la collaborazione di tutti i paesi e di tutti i governi, in modo da seguire un programma comune che vada a beneficio anche delle aree più povere.
Impegno e “responsabilità” ADESSO !! Questo è il monito che Kofj Hannan lancia a tutti i presenti al summit di Johannesburg e, del suo stesso parere sono anche altri scienziati,una su tutti l’italiana Rita Levi Montalcini.
I paesi più ricchi hanno il dovere di intervenire subito, chiamando a rapporto tutte le categorie ed i comparti sociali che devono impegnarsi ad attuare sin d’ora, tutte quelle trasformazioni indispensabili per salvare il mondo.
Ormai si sente parlare sempre più spesso di un inquinamento che potrà portare ad un cambiamento radicale del clima e poi alla distruzione di ecosistemi e habitat e molto altro ancora.
E questa distruzione potrà senza dubbio influenzare la vita dell’uomo sino al punto di renderla quasi impossibile perché proprio in questo momento l’uomo sta distruggendo
Nonostante ciò i governi di tutto il mondo ma particolarmente dei paesi economicamente più sviluppati, i quali reputo, come Kofi Annan, più responsabili e con il dovere prendere l’iniziativa per primi, stanno facendo ancora troppa fatica a mobilitarsi per finanziare azioni concrete con lo scopo di ridurre, o per lo meno limitare, questo grandissimo problema che Kofi Annan affronta nel summit del
Comunque nonostante la pubblicità e gli avvertimenti di associazioni e scienziati molte persone si illudono ancora che la situazione vada bene o per lo meno si sotto controllo. Ma per sfortuna nostra non è così o potrebbe sfuggire di mano molto facilmente.
Tutto ciò accade nonostante ricercatori e scienziati abbiano già scoperto e sviluppato tecnologie e risorse pulite, queste sono ancora troppo poco diffuse in tutti i paesi del mondo quando per salvare il pianeta, almeno a parer mio, sono una delle poche possibilità a nostra disposizione. Tuttavia per fare ciò bisognerebbe prima cambiare il nostro modello di sviluppo, aggressivo inquinante e controproducente per molte persone nel mondo. Comunque secondo Kofi Annan questo cambiamento non deve avvenire in modo radicale ma piuttosto in un modo che non stravolga le nostre abitudini ma che si basi sull’utilizzo delle nuove tecnologie e delle fonti di energia pulite. E secondo Kofi Annan a fare ciò dovrebbero essere per primi i governi dei paesi del nord del mondo, guidando gli altri verso la stessa strada, perché sono loro gli unici che possiedono i fondi e le disponibilità tecnologiche per attuare questo cambiamento. Ma secondo Annan i governi non possono comunque farcela da soli ma invece devono essere supportati dall’aiuto delle associazioni civili dei rispettivi paesi e dalle varie imprese, le quali hanno molta più ricchezza e potere di molti paesi del sud del mondo, ai cui è quasi impossibile finanziare azioni contro questo problema.
Sempre più spesso sentiamo parlare di incontri tenutisi tra rappresentanti di vari paesi per discutere di problemi ambientali che gravano sul nostro pianeta.
Non tanto tempo fa a Johannesburg hanno partecipato oltre cento capi di Stato per discutere di temi quali inquinamento, esplosione urbana, scarsità d’acqua, collasso della pesca, estinzione di specie animali, ma purtroppo i risultati di questa riunione non sono stati entusiasmanti.
Alla vigilia di questo incontro, Kofi Annan, in quel periodo segretario generale dell’ONU, ha espresso il suo parere.
Secondo lui è tempo in cui i partecipanti al vertice dovrebbero dare prova di responsabilità, cioè avere un senso di dovere nei confronti dei più poveri, dei più oppressi e della Terra.
Viviamo in un mondo devastato dalle aspettative e dall’uso dell’uomo delle sue risorse.
Kofi Annan riporta il parere degli scienziati che sostengono che bisogna agire adesso perché il cambiamento del clima porterà devastazione e il prezzo da pagare, qualora non intervenissimo, sarebbe troppo elevato.
Molti condividono questo parere, anche la professoressa Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la medicina, sostiene che l’uomo debba seguire dei doveri ed assumersi delle responsabilità, come ad esempio preservare la biosfera.
Dobbiamo cambiare l’attuale modello di sviluppo perché è controproducente per troppe persone e presto lo sarà per tutte.
Non dobbiamo pensare però ad un cambiamento violento e radicale, ma secondo Kofi Annan, dobbiamo limitarci ad utilizzare le fonti rinnovabili, le tecnologie pulite, le politiche e le conoscenze scientifiche per correggere questo progresso e renderlo migliore.
Riprendendo il discorso delle responsabilità affrontato in precedenza, si può dire che sono i paesi ricchi ad averne di maggiori, poiché questi sono coloro che hanno i mezzi per farlo. È impensabile che i paesi poveri, nei quali regna la fame, la distruzione, il disastro, la povertà, la miseria più totale, si mettano in pista per risolvere problemi come la distruzione della Terra, che sono molto gravi anche per loro, ma ad una portata troppo elevata.
Kofi Annan è deciso nell’affermare che bisogna prendere provvedimenti; è sicuro che se questi non verranno presi, sarà un grave, gravissimo problema per le risorse della Terra e quindi per l’intera umanità, ma è certo del fatto che si possa agire poiché le tecnologie necessarie esistono già ai giorni nostri. Oggi bisogna dare inizio al periodo di trasformazione che garantirà sicurezza nel futuro.
Tutti devono contribuire alla riuscita di questo progetto, governi ma non solo, anche le associazioni civili e le imprese commerciali.
Se vogliamo un futuro migliore, più sicuro e se vogliamo che la Terra possa garantirci uno sviluppo, dobbiamo far diventare il nostro avanzamento irrispettoso e devastante, uno sviluppo sostenibile.
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